Come aggiungere un profilo autore a WordPress

Come aggiungere un profilo autore a WordPress

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Da qualche tempo sto lavorando a un sito che si chiama ideomatica.com, una nuova attività di consulenza sulla trasformazione digitale e l'automatizzazione che stiamo cercando di lanciare parallelamente a Qabiria, la mia società di servizi linguistici.

L'anno scorso abbiamo ricevuto una sovvenzione dall'agenzia per lo sviluppo economico del governo della Catalogna, sottoforma di consulenza esterna da parte di una società locale specializzata in marketing internazionale, Quadrant Alfa.

All'interno di questa consulenza, pochi giorni fa abbiamo partecipato a una sessione di auditing del sito di Ideomatica, durante la quale sono emersi numerosi aspetti migliorabili.

A nostra parziale discolpa, devo dire che io e il mio socio abbiamo sviluppato il sito da soli nel più breve tempo possibile mediante WordPress, che è un CMS (Content Management System) che non amiamo particolarmente, in quanto è il tipico caso di forzatura di un sistema, nel senso che nasce come programma per blog e poi - per motivi che mi sfuggono - è diventato una specie di coltellino svizzero con cui creare siti di ogni tipo.

Perché l'abbiamo scelto, allora? Perché la maggioranza dei nostri potenziali clienti, PMI, si affidano a WordPress, quindi volevamo avere un sito attivo su cui sperimentare le varie automazioni che vendiamo.

Fra i suggerimenti ricevuti durante l'audit, la persona che ci ha aiutato nella revisione del sito ci diceva che gli articoli del blog dovrebbero riportare la firma, l'avatar e un breve profilo dell'autore, sia per migliorare il posizionamento in ottica SEO, sia per aumentare la sensazione di autorevolezza.

Purtroppo il tema da noi scelto, Bridge di Qode, usato con WP Bakery, non consentiva di visualizzare questi dati, quindi una volta pubblicato un blog post compariva soltanto la firma in alto, sotto il titolo, ma non il resto di informazioni dell'autore, che invece sono molto gradite da Google.

Ho chiesto dunque a ChatGPT se poteva aiutarmi.

Sono partito con un prompt in cui ho indicato:

  • il sito,
  • il sistema con cui avevo creato il sito,
  • il tema che avevo usato, e
  • il relativo “builder”, il framework costruttore di siti (WP Bakery).

Poi ho aggiunto che mi doveva creare questa sezione in calce a ogni blog post.

La prima soluzione fornita da ChatGPT implicava intervenire sui file del tema (come effettivamente pensavo si dovesse fare), ma mi dava anche un'alternativa per visualizzare il profilo dell'autore modificando soltanto il file functions.php, quello che aggiunge funzioni definite dall'utente alle funzioni standard di WordPress.

Ho preferito seguire questa strada.

ChatGPT ha creato la funzione, che io ho poi aggiunto al file via FTP.

Il primo risultato non era niente male: aggiungeva in fondo a tutti i post la foto dell'autore e il profilo, così come sono impostati nei dettagli degli utenti configurati come autori all'interno di Wordpress.

Tuttavia, mi sono accorto che la funzione aggiungeva l'autore anche ai case study, dove non mi serviva che comparisse. Così ho detto a ChatGPT di correggere la funzione e di aggiungere l'autore soltanto ai post del blog.

Successivamente ho notato che il formato non era coerente con il resto della pagina: il profilo dell'autore compariva a tutta pagina, ignorando i margini del post, con un effetto estetico poco riuscito.

Gli ho chiesto allora di eseguire questa modifica. L'ha eseguita. Mi sono poi ricordato che fra i suggerimenti c'era anche quello di inserire nel profilo dell'autore i link al sito personale e ai suoi social. Quindi ho chiesto a ChatGPT anche questo, di aggiungere le icone dei social se l'autore in questione aveva compilato i relativi dati nel backend di WordPress.

ChatGPT ci è riuscito, ma per qualche motivo, quando andavo sulla sezione del profilo all'interno del blog post non potevo né selezionare il testo, né fare clic sui link.

Non capivo perché. Chiedendo al bot la soluzione, esso mi ha detto non solo di cambiare parti della funzione, ma anche di intervenire su un altro file.

Non mi quadrava. Ero sicuro che il problema fosse dovuto a una sovrapposizione di elementi della pagina: ce n'era uno che si sovrapponeva al riquadro dell'autore e impediva all'utente di cliccarlo. Solo dopo avergli dato questa indicazione, ChatGPT mi ha detto come correggerla: bastava aggiungere una regola al CSS personalizzato del sito. Una volta aggiunta questa regola, il testo è diventato selezionabile e le icone cliccabili.

Racconto tutto questo per sottolineare un paio di punti importanti quando si ha a che fare con ChatGPT e, in generale, con qualsiasi chatbot basato su un LLM.

  1. Non ci si può fidare al 100% delle soluzioni proposte.
  2. È sempre meglio avere una certa dimestichezza con il linguaggio, programma, sistema che si sta cercando di modificare, perché le soluzioni proposte possono essere completamente fuorvianti.
  3. I chatbot basati sull'IA tendono a cercare soluzioni secondo logiche non sempre lineari. Magari risolvono il problema, ma intervengono su più fronti di quelli minimi. La stessa prolissità che mostrano nelle risposte testuali emerge anche nelle risposte a livello di progettazione web e programmazione.

In ogni caso, adesso il sito di Ideomatica mostra le minibiografie degli autori.

Cosa fatta Capo Horn.

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