Lux di Rosalía e l’italiano zoppicante

Lux di Rosalía e l’italiano zoppicante

articoli musica

Qualche giorno fa è uscito l'ultimo album di Rosalía, l'acclamata artista spagnola vincitrice di 2 Grammy e di 13 Latin Grammy, intitolato Lux.

L'album ha già ricevuto gli elogi della critica e del pubblico, a cui mi unisco.

Ma Lux è un disco molto interessante anche da un punto di vista linguistico, perché ha brani cantati in molte lingue: non solo in spagnolo ovviamente, ma anche in catalano, giapponese, portoghese, inglese, russo, arabo e italiano.

E proprio sul brano cantato in italiano, intitolato “Mio Cristo Piange Diamanti” (il titolo così appare in Spotify) mi permetto di aggiungere qui qualche commento.

Intanto, questo è il testo:

Sei l'uragano più bello
Che io abbia mai visto
Il migliore dei dolmen
Si alzerebbe per te

Fai tremare la terra
E si innalzi al tuo fianco
Ma quando a non riuscire
Ad elevarsi sei tu?
Sei tu?

Imperfetti agenti del caos
Ci smontiamo come i miti
Mio re dell'anarchia
Mio astro imprudente preferito
Quando piangi
Raccogli le tue lacrime
E bagna la tua fronte
Qualunque sia il crimine

Mio Cristo piange diamante
Piange, piange diamante
Mio Cristo in diamante
Ti porto, ti porto sеmpre
Sempre, ti porto sеmpre
Ti porto, ti porto sempre
Sempre, sempre

La verità è che
Entrambi abbiamo macchia
E nessuno dei due può sfuggire di l'altro
C'è sempre qualcosa di te che ancora non so
Come il lato nascosto della luna
Una volta svelato so che non lo dimenticherò

Quanti pugni ti hanno dato
Che avrebbero dovuto essere abbracci?
E quanti abbracci hai dato
Che avrebbero potuto essere pugni?

Mio caro amico
L'amore che non si sceglie e non si lascia cadere
Mio caro amico
Con te la gravità è graziosa e la grazia è grave

Rit.

E già da una prima lettura un madrelingua italiano avrà notato che ci sono vari punti in cui il testo scricchiola.

In primo luogo, il titolo.

Io avrei aggiunto almeno il determinante prima di Cristo. O meglio ancora, avrei usato “Gesù”, anziché “Cristo”: “Gesù mio piange diamanti” o “Il mio Cristo piange diamanti”. Quel “Mio Cristo” a me suona francamente male.

Più avanti c'è la strofa:

E si innalzi al tuo fianco.

Perché “si innalzi” e non un indicativo? Mi sfugge qualcosa?

Ma l'errore più grave, che suona come gesso sulla lavagna per le orecchie di chiunque sappia almeno un po' di italiano è:

E nessuno dei due può sfuggire di l'altro

*Di l'altro non è italiano.

Ti porto, ti porto sempre

Anche questa strofa mi produce qualche dubbio, perché noto la mancanza di complemento o di un avverbio: “Ti porto sempre con me” o “dentro” o “addosso”. Così com'è, la strofa mi sembra zoppa.

Entrambi abbiamo macchia

Qui pure manca qualcosa. O si mette “macchie” al plurale o ci vorrebbe un articolo, “Entrambi abbiamo una macchia”, ma è proprio l'uso di “macchia” che mi sembra una traduzione letterale dello spagnolo mancha.

L'amore che non si sceglie / E non si lascia cadere

Non si lascia cadere l'amore? Anche qua si intravede lo spagnolo sottostante, ma ammetto che vado a sensazioni. Almeno sintatticamente è corretta.

Conclusione

Sono consapevole che il testo di una canzone può anche non seguire le comuni regole grammaticali e che l'autore si possa prendere le libertà artistiche necessarie. Tuttavia qui ci sono alcune deviazioni dalla norma frutto di un'imperfetta conoscenza della lingua. Questo provoca che l'ascoltatore che conosce l'italiano si distragga.

Considerato il budget di un progetto di questo spessore, è sorprendente che nessuno abbia sentito la necessità di far rivedere il testo a un madrelingua prima di entrare in sala di registrazione.

Insomma, neanche Rosalía si affida a un correttore.

Articolo precedente Articolo successivo