Archeologia linguistica videoludica

Archeologia linguistica videoludica

Catalogo del NES, 1987

articoli giochi

Un catalogo del Nintendo Entertainment System pubblicato da Mattel attorno al 1987.

Ritrovamenti

Riordinando un cassetto, fra le pagine di un quaderno ho ritrovato e prontamente digitalizzato e caricato online questo catalogo:

Si tratta di un opuscolo pubblicitario in italiano edito da Mattel all’epoca del lancio e distribuzione in Italia del NES, il Nintendo Entertainment System (chiamato anche Famicom, da Family Computer, com’era conosciuto in Giappone) nel 1987 (anche se in realtà la data di nascita di questa console per videogiochi è precedente di qualche anno).

Oltre a suscitare un potentissimo effetto nostalgia soprattutto per le copertine e gli screenshot dei giochi, il catalogo offre anche qualche spunto di riflessione per il traduttore.

In primo luogo, quasi tutte le illustrazioni raffigurano i giochi non tradotti. È più evidente nelle avventure, come nei Goonies II, dove il menu delle azioni disponibili è «Go», «Hit», «Take», «Tools», prova di due cose, che non si escludono a vicenda:

  • il catalogo è stato tradotto senza i giochi tradotti in italiano, come spesso accade anche oggi;
  • ma, e vado a memoria, praticamente tutti i giochi non venivano proprio tradotti.

Alcune descrizioni usano formule un po’ bizzarre:

Macchine telecomandate tipo Hot Dog si affrontano su 32 percorsi differenti.

Ho provato a risalire all’originale, o a capire che cosa volesse dire l’autore (nella remota ipotesi che il testo sia stato scritto direttamente in italiano), ma proprio non riesco ad arrivarci. Forse «hot rod»?

NES

Tuttavia, la vera chicca è nelle ultime pagine. Nel 1987 non si parlava ancora di (video)console, o quanto meno non si scriveva. Il videogioco è chiamato infatti «videosistema» e il joypad non è che una «pulsantiera». La dicitura «NES» non si trova, così come non si cita neppure Nintendo Entertainment System, scritta che è leggibile solo sull’esterno dell’apparecchio fotografato a pagina 31.

D’altronde, parliamo di trent’anni fa. Scavi archeologici.

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