All’inizio del Novecento, i dischi venivano venduti in buste di carta marrone, senza immagini né testi. La musica era invisibile. Poi arrivò Alex Steinweiss, grafico per la Columbia Records, che nel 1940 propose un’idea semplice ma rivoluzionaria: usare la copertina per attirare l’attenzione, raccontare la musica, creare un’esperienza visiva. Fu l’inizio dell’album art.
In questo articolo di Matt Ström-Awn si ripercorre l’evoluzione di quest’arte “parallela”, da strumento di marketing a forma espressiva autonoma. Si parla di:
Oggi le copertine non sono semplici confezioni: sono parte della narrazione musicale, una forma d’arte che vive accanto al suono.
Al riguardo, consiglio anche i vari libri della Taschen che raccolgono le migliori copertine di vari generi, come Jazz Covers o Art Record Covers e altri.
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