Non ci conosciamo. Per rimediare, ecco alcuni fatti, opinioni e curiosità su di me.
- Sono alto quasi un metro e novanta. E sì, ho giocato a basket.
- Non lo pratico più, ma ho la tessera da abbonato del CJB, la squadra di pallacanestro di Badalona, la città in cui vivo.
- Mi piace il cinema. Tanto da fondare un cinecircolo negli anni dell’università. Che esiste ancora.
- Ho una pessima memoria. Per questo mi segno tutto.
- Anche i film che vedo.
- Il mio motto degli ultimi anni è «Pur di non tradurre».
- Pur di non tradurre, appunto, ho aperto anche un negozio di magliette «cult» (attualmente in stand-by).
- Da anni sto tentando di pubblicare una striscia a fumetti ambientata in un campetto di basket.
- Ho imparato più geografia e storia collezionando francobolli che a scuola.
- Ho una moglie e due figli e una gatta. Io sopporto quest’ultima, tutti gli altri sopportano me.
Per concludere, due delle mie citazioni preferite.
La prima è una storiella, in realtà:
Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani.
Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete:
fino a qui tutto bene;
fino a qui tutto bene;
fino a qui tutto bene.
Il problema non è la caduta. Ma l’atterraggio.
C’est l’histoire d’un homme qui tombe d’un inmeuble de 50 étages.
Le mec, au fur et à mesure de sa chute, il se répète sans cesse pour se rassurer:
Jusqu’ici tout va bien.
Jusqu’ici tout va bien.
Jusqu’ici tout va bien.
Mais l’important c’est pas la chute. C’est l’aterissage.
La Haine (Mathieu Kassovitz, 1995)
La seconda è tratta da Understanding Comics, un libro del 1993:
And all that’s needed is the desire to be heard--
--the will to learn--
--and the ability to see.
Scott McCloud