I Barbapapà

I Barbapapà

Resta di stucco, è un barbatrucco!

articoli visioni

Da bambino ero un grande fan dei Barbapapà, quei personaggi dei cartoni animati a forma di pera che avevano il potere di trasformarsi in qualsiasi cosa.

I Barbapapà hanno dietro una bella storia. Nascono nel 1970 da un’idea della coppia franco-americana Annette Tison (architetta) e Talus Taylor (matematico), ispirati da un bambino al Jardin du Luxembourg che chiedeva insistentemente una “baa baa baa baa” (barbe à papa = zucchero filato). Su un tovagliolo di un ristorante disegnano un essere rosa, tondeggiante, bonario: Barbapapà.

Il personaggio funziona subito.

Viene pubblicato da L’École des loisirs, storica casa editrice francese specializzata in libri per bambini e ragazzi. Nel giro di pochi anni diventa un fenomeno internazionale: libri tradotti in oltre 30 lingue, una serie animata nel 1974 (e poi altre negli anni ‘80 e 2000), gadget di ogni tipo, fumetti e libri educativi (“Barbapapà e i numeri”, “Barbapapà e le forme”).

Negli anni settanta, i Barbapapà erano ovunque, non solo in TV o in libreria, ma anche negli scaffali del bagno, nei grembiulini scolastici, nelle pubblicità in TV. I flaconi di bagnoschiuma sagomati a forma dei personaggi sono stati uno dei primi esempi di branding infantile crossmediale riuscito alla perfezione. I miei non me li hanno mai comprati, nonostante le mie insistenze (se ne vuoi uno, si trovano a una ventina di euro su eBay...)

Oltre a Barbapapà (rosa) e Barbamamma (nera, calma e razionale), la famiglia comprende sette figli, ciascuno con un colore, una personalità e un talento specifico.

  • Barbalalla (verde): ama la musica.
  • Barbabella (viola): la più vanitosa, terrorizzata dagli animali.
  • Barbottina (arancione): l’intellettuale colta, sempre con un libro in mano.
  • Barbaforte (rosso): lo sportivo.
  • Barbabravo (blu): il piccolo scienziato e inventore.
  • Barbazoo (giallo): appassionato di animali e natura.
  • Barbabarba (nero e peloso): artista e pittore geniale.

Tutti condividono lo stesso potere dei genitori: possono cambiare forma a piacimento. Non in modo supereroistico, ma con leggerezza, come se il loro corpo fosse fatto di pongo. Ed è proprio da questa capacità che prende forma la filosofia implicita della serie: adattabilità, empatia, collaborazione.

Una lezione d’architettura (e di civismo)

Nel terzo albo, La maison de Barbapapa (1972), la famiglia viene sfrattata da una casa in stile liberty abbattuta per far spazio a un quartiere impersonale di palazzoni moderni. Il messaggio è chiaro: l’urbanizzazione selvaggia distrugge la qualità della vita.

Cosa fanno i Barbapapà? Si costruiscono da soli la loro casa ideale in campagna: un'abitazione modulare fatta di bolle, ogni stanza progettata su misura per le inclinazioni di ciascun personaggio. Una casa organica, ispirata (consapevolmente o meno) alle utopie architettoniche di Antti Lovag e Pascal Häusermann (vedi ad esempio il loro Museumotel). Architettura visionaria per bambini? Sì, e con grande anticipo sui tempi.

Secondo un articolo della ricercatrice del Politecnico di Milano Camilla Casonato, intitolato “Images for Little Architects. Architecture and Architectural Drawing in Children’s Books and Comics: An Interesting Case Study” i libri dei Barbapapà offrono un’autentica pedagogia dell’abitare, trasmettendo l’idea che ogni individuo dovrebbe vivere in uno spazio pensato per le sue esigenze, in armonia con la natura e con gli altri.

La ricchezza e varietà di riferimenti architettonici nella serie dei Barbapapà è tale che si potrebbe costruire un intero corso di architettura per bambini usando solo le loro illustrazioni e i loro contenuti; e si potrebbero affrontare anche temi come tecniche costruttive moderne e tradizionali, ingegneria, impiantistica, politiche urbane e ambientali.

Sorprendente, no?

Se sai il francese e t'interessa l'architettura, non posso che consigliarti la lettura di un altro saggio, del 2012, scritto da Christophe Meunier: La maison de Barbapapa, Poutchy-Blue et les autres... La géographie des espaces domestiques dans les albums pour enfant.

Oltre a questo, nei cartoni animati sono ricorrenti i temi legati all'ecologia, all'inquinamento, al rispetto reciproco. La famiglia Barbapapà interviene spesso per salvare animali in pericolo, ripulire ambienti contaminati o insegnare ai bambini l’importanza di vivere in armonia con la natura. In un episodio piantano alberi per ripopolare una foresta, in un altro progettano una casa autosufficiente e integrata nel paesaggio. Senza toni moralisti, trasmettono un messaggio chiaro: il mondo si cambia con creatività, collaborazione e gentilezza.

Il ritorno dei Barbapapà: una nuova serie animata

Nel 2021, i Barbapapà sono tornati sugli schermi con una nuova serie animata intitolata Barbapapà - In famiglia, composta da 52 episodi da 11 minuti ciascuno. Prodotta dalla francese Normaal con la partecipazione di TF1 e Nickelodeon, la serie è stata animata, scritta, diretta e musicata da Alice e Thomas Taylor, figli dei creatori originali. La serie è stata trasmessa in Italia su Rai Yoyo, riportando in scena la vita quotidiana dell'insolita famiglia.

Per me, restano una testimonianza semplice e preziosa della mia infanzia, un mondo dove tutto era possibile, anche trasformarsi in una barca per salvare gli animali o costruirsi una casa partendo da un abbraccio.

E tu, vedevi i Barbapapà da piccolo? Te li ricordi? Li fai leggere ai tuoi figli? Raccontamelo nei commenti.

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