L’arte dei titoli

L’arte dei titoli

La mia fascinazione per i titoli di testa

articoli visioni

L’arte degli opening credits in un sito enciclopedico.


Ognuno ha le sue fisse. Io ne ho molte, s’è visto e si vedrà. E mi spiace pure parlare sempre di me, ma d’altronde il blog si chiama I deliri diari. Se fosse stata una pubblicazione sobria e incentrata sugli altri l’avrei chiamata I concreti convivi.

Comunque, le fisse. Anzi, i movimenti.

A me affascinano i titoli di testa dei film.

È iniziato tutto da bambino, coi film della Pantera rosa (quelli di Peter Sellers). I titoli a cartoni animati di Freleng li avrei visti e rivisti. I film m’annoiavano (ero piccolo). Poi è arrivato l'agente 007 con le pistole a mezz’aria sovrapposte alle Barbie in carne ed ossa.

Fast-forward 15 anni.

Arriviamo ai miei liberissimi autostudi di grafica e un fantastico libro comprato in un remainder, Type in motion - innovations in digital graphics di Jeff Bellantoni e Matt Woolman, con cui iniziai a capire la magia che c’è dietro certi titoli.

Erano i tempi di Macromedia Flash e delle obbligatorie intro animate all’ingresso di qualsiasi sito. Ne feci anch’io qualcuna.

All’epoca mi divertivo a esplorare le sigle dei telefilm anni settanta, cercando di rifarle in Flash. Una delle mie preferite era quella di Kojak. Niente di sofisticato, ma ottima per impratichirsi nell’uso delle maschere (se usi Photoshop o simili sai di cosa parlo).

Continuando a studiacchiare graphic design ho poi conosciuto i maestri, come Saul Bass e Pablo Ferro e, molto più di recente, ho scoperto una vera e propria miniera di risorse online sull’argomento: il sito Art of the Title.

Pagina iniziale del sito Art of the Title

Lanciato nel 2007, Art of the Title è una pubblicazione online dedicata al design delle sequenze dei titoli di film, TV, videogiochi. Gestito da Lola Landekic da Toronto, ha oltre 400.000 lettori al mese e 100.000 follower sui suoi canali social.

Ci si trovano i titoli di oltre 1000 opere, più interviste ai title designer e schede di tutti gli studi di produzione più noti. È uno sito enciclopedico, curatissimo anche nell’aspetto, risultato dei contributi di appassionati, giornalisti e ricercatori. Un esempio dell’Internet migliore.

Art of the Title mi è servito anche per trarre ispirazione per il video di presentazione del nuovo sito di Qabiria.

In realtà il video è un semplice adattamento di un template, ma prima di decidermi per questa via facile avevo considerato uno stile collage, più in linea con le illustrazioni del resto del sito.

Qualcosa di simile ai titoli di testa di due serie di spie, Deutschland 83 e The Americans, di cui mi riservo di parlare prossimamente. Casualmente, per introdurre una storia ambientata negli anni ottanta le due produzioni (una europea, l’altra americana) hanno scelto entrambe di fondere immagini d’archivio con quelle dei protagonisti (in realtà un espediente abbastanza comune quando la trama si riallaccia alla realtà).

Concludo con la Legge di Cevoli sui titoli di testa:

Se i titoli di testa sono elaborati, il film potrà essere bello o brutto. Se i titoli di testa sono sciatti, il film sarà senz’altro brutto.

Con rare eccezioni.

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