In una delle newsletter che seguo, WonderTools di Jeremy Caplan, qualche settimana fa è comparso un riassunto della giornata “digitale” dell’autore, cioè quali strumenti usa da quando si sveglia fino a quando finisce di lavorare.
Ho pensato che avrei potuto anch’io condividere la mia routine, benché non tutti i giorni siano uguali e neppure i programmi usati siano sempre gli stessi. Ecco un breve riassunto, scandito dagli orari di una giornata tipo. Non ho indicato tutti i link ai programmi, in fondo basta googlarli per trovare tutte le informazioni del caso.
Su questo fronte, tradizione assoluta: ho una sveglia analogica. Non uso alcun sistema di analisi del sonno, né braccialetti digitali. Dato che spesso lavoro fino a tardi (sono senz’altro un “gufo” e non un’“allodola”), cerco di alzarmi il più tardi possibile, compatibilmente con gli impegni mattutini.
Anche la colazione è del tutto priva di tecnologia. A volte accendo la radio integrata in un impianto stereo compatto Yamaha per ascoltare un programma locale, in cui si affrontano temi di attualità. L’impianto è collegato a internet, quindi a volte mi sintonizzo su qualche stazione italiana, nei rari attacchi di nostalgia.
Una volta seduto al computer, nel mio ufficio in casa o in quello in affitto poco lontano, controllo gli appuntamenti su Google Calendar, a cui è collegato il nostro sistema di prenotazione di riunioni, CalendarHero, simile a Calendly.
Oltre a questo, nel browser (Google Chrome) si aprono all’avvio otto schede:
La maggior parte della mia attività lavorativa avviene all’interno del browser. Spesso scrivo, usando strumenti diversi a seconda della destinazione del testo.
Nelle rare occasioni in cui mi capita di tradurre mi affido ancora e sempre a OmegaT, il CAT tool gratuito e open source.
Nel pack dei programmi più usati ormai devo includere i vari chatbot basati sugli LLM, come ChatGPT, Copilot e Claude, in ordine di frequenza d’uso.
Per quanto riguarda l’email, mi piace l’idea della “inbox zero”: non la pratico sempre, ma ci provo. In Gmail ho impostato un bel po’ di filtri che smistano i messaggi in automatico, in modo che restino nella casella d’entrata solo quelli che m’interessano davvero. E poi seguo la regola, “se ci metto meno di 2 minuti” rispondo immediatamente.
Per pianificare le pubblicazioni sui social, sia quelle di Qabiria e Ideomatica, sia quelle di alcuni clienti, uso ContentStudio, programma molto funzionale. Gli ho anche lasciato un testimonial.
Poiché sono un fan dell’automazione, uso spesso anche un paio di utility che mi risparmiano clic e copincolla:
A volte mentre preparo il pranzo ne approfitto per lanciare qualche task di sincronizzazione o backup. Uso o Total Commander, il mio gestore file di fiducia su Windows, o Create Synchronicity, un programmino semplice semplice che funziona senza tanti fronzoli.
Quando non sono in call con clienti o studenti, recupero qualche videocorso su LinkedIn Learning o su YouTube.
Per le videochiamate, se non uso Google Meet, mi trovate su Jitsi o su Livewebinar, piattaforma molto completa la cui licenza lifeteam deal ho acquistato anni fa come alternativa a Gotowebinar e simili.
Se invece devo registrare uno screencast, allora uso Screenpal, ex Screencast-O-Matic, pratica applicazione per registrare lo schermo, aggiungere testo ed effetti ai video registrati e condividerli online.
Capita spesso che debba creare qualche grafico:
Dopo la cena mi capita spesso di rimettermi al computer per completare qualche attività.
Se invece voglio intrattenermi, per scegliere un film o una serie TV da guardare consulto Justwatch o IMDB, oppure controllo su Plex direttamente dalla tv.
Per ascoltare musica al computer, MusicBee per i file mp3 e flac accumulati negli anni, Spotify per il resto e Hype Machine per scovare le ultime novità musicali dai blog.
Per leggere, invece, niente di meglio di Calibre e, se voglio provare l'esperienza di leggere come sulla carta, allora trasferisco qualche PDF o EPUB su un ReMarkable (vecchio modello).
Non uso tutti questi strumenti tutti i giorni, ovviamente. E ogni giorno ne scopro di nuovi, la newsletter e questo blog ne sono la testimonianza. Siamo quello che leggiamo, no? E siamo anche quello che usiamo, in fondo.